L' ARTE A ROMA

Sorella con fratello, Teatro Argot Studio, spettacoli a Roma, evento in corso



Una donna trentenne è rinchiusa in un istituto correzionale nel quale, giunta quasi al termine dei dieci anni da scontare, può usufruire di uno spazio dove sfogare la propria passione per il canto durante le visite quotidiane del fratello. Tra canzoni e ricordi si disvela progressivamente l’entità di una tragedia.

Note di regia

Ultimo testo di Alberto Bassetti che chiude una ideale “trilogia della famiglia” (composta da Le due sorelle e I due fratelli, premio Vallecorsi 2013) , Sorella con fratello è un testo dall’atmosfera ambigua, costruito come un thriller, che affronta il tema della violenza all’interno della famiglia unendo la tragedia di fondo della storia ai toni spesso sarcastici di una commedia nera, cinica. Una storia privata di espiazione e redenzione, una storia borghese in cui la famiglia, da luogo di costruzione della realtà diventa luogo cortocircuitato di oppressione, violenza e deprivazione dell’identità. Qui la figura limite dell’incesto, da archetipo tragico sembra quasi diventare metafora bruciante del destino dell’Italia.

Il fascino del testo di Bassetti consiste proprio in questa tensione tra la tragedia che abita due fratelli e il linguaggio usato dall’autore, fatto di un lessico semplice, una scrittura che anche nei momenti più drammatici rimane leggera, ironica, decide di situare il tragico nel non detto chiedendo alla regia di farlo emergere attraverso un lavoro minuzioso sulla parola, sulla postura dei corpi, sui rapporti spaziali. Una regia a cui però viene anche chiesto di rimanere sulla soglia, in un atteggiamento di lirica oggettività, con una sorta di pudore verso il dramma che qui si dispiega attraverso una tecnica analitica di progressiva rivelazione del passato.

Nella semplicità quasi straniante che contraddistingue il dialogo dei due fratelli (i cui nomi -Lea e Leo – segnalano una certa condizione infantile) e nel movimento asfittico e circolare che connota il testo la scrittura, quasi come per una segreta vocazione, tocca due temi fondamentali come l’identità e il desiderio, vero centro gravitazionale della pièce: un desiderio lasciato alla sua opacità, alla sua profonda ambivalenza, che emerge dalle parole dei due fratelli come uno scarto, un resto, qualcosa  destinato a una vita immaginaria.

Alessandro Machìa

Di Alberto Bassetti

regia Alessandro Machìa

con Alessandro Averone e Alessandra Fallucchi

produzione Fattore K e AC Zerkalo



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